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martedì 5 aprile 2016

Laboratorio di scienze alle medie - Yara classe VD

LABORATORIO DI SCIENZE DELLE MEDIE

Mi chiamo Yara, e frequento la quinta elementare. L’anno prossimo andrò alle medie, e non ho per niente paura, forse all’inizio sarà un po’ difficile, ma penso di avere buone basi per affrontare bene questa nuova tappa.
Qualche giorno fa, insieme alla mia classe siamo andati a visitare il laboratorio di scienze delle medie. I ragazzi delle classi prima e seconda G, (sezione musicale) ci hanno fatto vedere tutti gli strumenti presenti nella stanza. La professoressa mi è sembrata molto brava e divertente, facendoci sentire a nostro agio.
Il primo ragazzo a spiegarci è stato Edoardo, che ci ha fatto vedere i  vari tipi di armadio. Il primo si chiamava armadio ventilato, dove si mettevano i vari tipi di prodotti, di cui alcuni emanavano un’odore sgradevole, che fuoriusciva da un tubo che portava all’esterno. Il secondo armadio si chiamava cappa, e conteneva  i  vari strumenti per gli esperimenti  scientifici  e, per evitare che le varie sostanze chimiche schizzassero dappertutto,  aveva un vetro protettivo che si doveva abbassare fino all’altezza delle mani, in modo da maneggiare bene gli attrezzi.
Poi una ragazza, ci ha spiegato  i vari nomi delle provette. Fra queste c’erano i  vasi comunicanti,  tanti piccoli contenitori di forme diverse, attaccati ad una base che, se dentro ci versi un liquido, si riempiono fino alla stessa altezza in tutte le provette, facendoci  ricordare il condotto dell’acqua. Poi un altro ragazzo, ci ha fatto  vedere la dilatazione di solidi, liquidi, e aereoformi. Infine, per concludere, tutti gli alunni ci hanno fatto fare un’esperimento ,  che consisteva nel girare un palloncino sgonfio, (pieno di bicarbonato)in una boccetta contenente aceto. Poi, appena ci hanno dato  il via, abbiamo girato  il palloncino, che è scoppiato immediatamente. La parte più divertente!!!!!

Yara Messina

Nel nome della religione di Yara M. classe VD

Nel nome della religione

Ogni giorno migliaia di persone innocenti,inclusi i bambini,vengono uccisi dall’ISIS   e da chi li combatte.                                                                                                                                                            
Tutti i giorni non si sente altro che parlare di guerra, guerra,guerra. L’ISIS. Sono loro il nucleo di tutto quanto l’accaduto. Loro uccidono, uccidono tutti quanti senza che ci sia alcun motivo. Come un fulmine raggiungono tutte le parti del mondo, e ammazzano, questa è l’unica cosa che sanno fare. Le loro bombe non aspettano altro che uccidere altra gente. Perché? Volete sapere perché quei miliardi di migranti? Volete sapere perché lo fanno? GUERRA. Sono vittime innocenti che scappano rischiando la loro vita per salvarsi dalla guerra, dall’ISIS , che sta attaccando il loro paese, città, nazione. Loro vogliono che tutti siano musulmani, e per questo uccidono.
Dopo tutto questo penso che non esista cosa più grande e potente della religione. Peccato che non abbiano capito niente, perché le religioni dovrebbero convivere e non uccidersi a vicenda!




Yara Messina

martedì 22 marzo 2016

L'isola di cibo


L ' ISOLA DI CIBO

di Mattia Weber  Liberati 5 E

 

C' era una volta un' isola di cibo. I suoi abitanti erano i cibbosi che erano sparsi un po' per tutto il territorio. La capitale era Dolcilandia e le città più importanti erano: Fritta, Gommosa,e Croccantinium. Le monete erano gli eurodolci. L'isola aveva un vulcano che eruttava caramelle, circondato dalla foresta di patatine, che era vittima degli incendi zuccherosi. Vicino a Dolcilandia vi era la miniera di cioccolato dalla quale si estraevano tutti i tipi possibili e immaginabili di cioccolato; si estraevano anche le gemme di gelatina che potevano valere tanti miliardi di eurodolci. Vicino a Gommosa c'era la montagna di gelato dove aveva sede il più grande centro sciistico dell' isola.

Un giorno nella miniera di cioccolato l'ispettore Oro Ciok faceva il suo solito giro di ispezione quando vide un ladro rubare le gemme, allora prese una spada di cioccolato e gliela puntò alla gola. Il ladro prese una lancia di cioccolato e gli disse che chi avesse ucciso l'altro per primo avrebbe fatto quello che voleva.

 Ciok vinse e consegnò le gemme al venditore e da quella notte fu chiamato “Ciok il buono”. 


Io e il mio tempo libero

TESTO NARRATIVO
Io e il mio tempo libero


Parte del mio tempo libero lo trascorro praticando sport come hip-hop e nuoto. Nonostante sia stanca dopo scuola, mi vado a divertire a hip-hop ballando e cantando. Dopo scuola, alcune volte io e mamma passeggiamo nel parco e subito dopo andiamo a prenderci un gelato. L’altra parte del mio tempo libero la trascorro a casa : guardando la televisione, giocando con  Chessy,  la mia tartaruga acquatica. Invece
alcune volte esco sul terrazzo e gioco a campana, per esercitarmi.  Durante il fine settimana io e i miei genitori alcune volte andiamo al centro commerciale per fare compere oppure andiamo in centro ad osservare le meraviglie di Roma. Trascorro il mio tempo libero così e visto che ne ho poco a disposizione devo sfruttarlo più che posso.

Alexandrina Iosif

  Classe 5B, A.S. 2015/16





Persone e animali

Persone e animali
Di Francesca Ripanti
Classe 5B


Molte persone non accettano gli animali in casa perché sporcano. In realtà avere un animale in casa porta molta gioia, perché fa compagnia alle persone sole. Le persone anziane che hanno un cane o un gatto hanno qualcuno di cui occuparsi, qualcuno che le aspetta quando tornano a casa, mentre i bambini imparano a rispettare gli esseri indifesi. Sicuramente sporcano, creano problemi soprattutto per le vacanze perché pochi alberghi li accettano, però l’ amore che danno gli animali è immenso. Loro non ci abbandonano mai.






domenica 20 marzo 2016

La band e la canzone stregata


LA BAND E LA CANZONE STREGATA

di Francesca Romana Troiani classe 5E

La sera prima di Halloween Tommaso, Gianluca e Martina, “una band”, composero una canzone per la festa intitolata” Rosa” e nell’introduzione c’era la melodia di un flauto.

Quando la risentirono, la luce andò via e il frigorifero cominciò a chiudersi e aprirsi, l’ascoltarono poi una seconda e una terza volta e successe sempre la stessa cosa.

A quel punto, decisero di provare a convocare lo spirito mettendosi in cerchio seduti per terra a gambe incrociate mano nella mano con una serie di candele e un candelabro. In quel momento sentirono una voce che diceva:- Sinotesse, Sinotesse!

 Decisero così di fare una ricerca su Sinotesse e scoprirono che era un compositore, e che, cento anni prima aveva composto una canzone per la ragazza di cui era innamorato di nome Rosa; ma mentre dormiva, il malvagio barone di Ronilano gli rubò la canzone e fu lui che si fidanzò con Rosa.

Da quel giorno, Sinotesse maledì il flauto e tutti quelli che lo suonavano per comporre una canzone dedicata ad una Rosa, fu così che Tommaso, Gianluca e Martina cambiarono l’introduzione e tutte le parti con la melodia del flauto.

Alla festa la suonarono e non successe niente, però da quel giorno non usarono più il flauto e Sinotesse non si fece più vedere.

lunedì 7 marzo 2016

La storia del fuoco

LA STORIA DEL FUOCO

di Giulia, Gaia e Sofia P. della classe V A

Era una mattina d’ inverno e Ugh , un grosso cavernicolo dalla forza immaginabile, andò a caccia di carne con il suo gruppo di cavernicoli. La terra dove vivevano era molto fertile, rigogliosa e piena di animali: era perfetta per vivere! Un giorno, camminando nell’ erba alta per nascondersi dai predatori, avvistarono un cinghiale e, uno dopo l’ altro, corsero per catturarlo. La sera mangiarono carne di cinghiale nella loro caverna. Stanchi e a stomaco pieno si misero a dormire, ma la notte non fu tranquilla come le altre: ci furono pioggia, fulmini e lampi … un diluvio ! La mattina, al loro risveglio , trovarono tutti gli alberi bruciati e nessuna forma di vita tranne loro. Uscirono dalla caverna e notarono sotto un albero bruciato, una piccola “cosa” rossa e gialla che ondeggiava; Ugh si avvicinò e provò ad afferrarla, ma si procurò tanto dolore sulla mano. 
Cominciò ad urlare dal dolore e tirò bruscamente un pietra contro la fiamma, ma colpì una pietra creando una scintilla. Ugh capì che sbattendo due pietre l’una contro l’altra e facendo cadere le scintille sull’erba o sui rami secchi si creava il fuoco. Arrivò la notte e Ugh raccolse delle foglie secche e dei ramoscelli , colpì una pietra contro l’altra e accese un fuoco all’interno della caverna in modo da riscaldare tutto il gruppo.
Durante la notte, mentre tutti dormivano, Ugh si accorse che un ghepardo li osservava fuori dalla caverna. Ad un tratto il ghepardo partì all’attacco e Ugh, cercando di aiutarsi con un bastone, andò a toccare con la punta del bastone la fiamma; il bastone cominciò a prendere fuoco e Ugh impaurito lanciò il bastone verso la bestia, facendola scappare via. Da quel giorno l’uomo scoprì che il fuoco riscaldava, allontanava gli animali , dava la luce e che cuoceva la carne. Chiamarono la cosa piccola e rossa: fuoco...