martedì 22 marzo 2016

Io e il mio tempo libero

TESTO NARRATIVO
Io e il mio tempo libero


Parte del mio tempo libero lo trascorro praticando sport come hip-hop e nuoto. Nonostante sia stanca dopo scuola, mi vado a divertire a hip-hop ballando e cantando. Dopo scuola, alcune volte io e mamma passeggiamo nel parco e subito dopo andiamo a prenderci un gelato. L’altra parte del mio tempo libero la trascorro a casa : guardando la televisione, giocando con  Chessy,  la mia tartaruga acquatica. Invece
alcune volte esco sul terrazzo e gioco a campana, per esercitarmi.  Durante il fine settimana io e i miei genitori alcune volte andiamo al centro commerciale per fare compere oppure andiamo in centro ad osservare le meraviglie di Roma. Trascorro il mio tempo libero così e visto che ne ho poco a disposizione devo sfruttarlo più che posso.

Alexandrina Iosif

  Classe 5B, A.S. 2015/16





Lavori di Klee

Lavori di Klee
Carlotta V B

Ciao, sono Carlotta e vi voglio raccontare del lavoro che ho fatto con i miei compagni, abbiamo fatto un disegno prendendo spunto da quelli di Klee.
Ci siamo divisi in gruppi, 2 che dovevano disegnare sui colori caldi e sui giornali, e 2 che dovevano invece disegnare sui colori freddi e su carta bianca, io facevo parte del gruppo del giornale.

Nei giorni in cui l' abbiamo fatto mi sono divertita, perché avevo una bella compagnia, e mi è piaciuta l'esperienza. Alla fine il lavoro è venuto bene, a me.

Persone e animali

Persone e animali
Di Francesca Ripanti
Classe 5B


Molte persone non accettano gli animali in casa perché sporcano. In realtà avere un animale in casa porta molta gioia, perché fa compagnia alle persone sole. Le persone anziane che hanno un cane o un gatto hanno qualcuno di cui occuparsi, qualcuno che le aspetta quando tornano a casa, mentre i bambini imparano a rispettare gli esseri indifesi. Sicuramente sporcano, creano problemi soprattutto per le vacanze perché pochi alberghi li accettano, però l’ amore che danno gli animali è immenso. Loro non ci abbandonano mai.






Racconto giallo - Omicidio in villa

RACCONTO GIALLO

Alice Albamonte V B

Omicidio in villa

Era una notte buia e tempestosa e il signor Montenegro stava seduto in poltrona davanti al camino. Ad un tratto un colpo di vento improvviso spense il fuoco ed il signor Montenegro si ritrovò nel salotto della sua grande casa di campagna, completamente al buio.
Allarmato si alzò dalla poltrona e andò a controllare da dove provenisse quel soffio di vento che improvvisamente aveva attraversato la sua casa.
Si incamminò attraverso il lungo corridoio buio che porta alla grande cucina in cerca di una finestra spalancata dal vento impetuoso che soffiava quella notte.
Giunto alla fine del corridoio sentì alle sue spalle uno scricchiolio del pavimento in legno, ma non fece in tempo a voltarsi perché venne colpito alla nuca da un pesante martello e cadde a terra esanime.

Il giorno seguente la tempesta era passata e splendeva un tiepido sole di primavera quando miss. Olga la governante del signor Montenegro, di prima mattina, entrò nella grande villa come faceva ogni giorno.
Una volta entrata in cucina Olga vide due piedi sbucare da un angolino, si avvicinò timorosa e riconobbe il suo principale. Il corpo era disteso in terra e immerso in un lago di sangue.

Olga presa dal panico corse al telefono e chiamò la polizia. Era talmente agitata che quasi non riusciva a parlare e fu molto difficile per il poliziotto che rispose al telefono capire cosa fosse successo.
Passarono pochi minuti e arrivarono il commissario Montalbano con il suo aiutante Mimì a bordo di una macchina della polizia a sirene spiegate.
Dopo aver visto il cadavere e dopo aver fatto un primo giro della casa i due poliziotti chiesero alla governante come avesse trovato il cadavere.
Vollero sapere tante altre cose : se il signor Montenegro viveva da solo, quali fossero le sue abitudini, se riceveva visite, se in casa era stato rubato qualcosa, se il morto aveva parenti e in che rapporti era con loro. Non la finivano più di fare domande e la povera Olga che già era sconvolta per la morte del signor Montenegro, non vedeva l’ora che la lasciassero in pace.
Alla fine del lungo interrogatorio, i poliziotti vennero a sapere che il signor Montenegro aveva un fratello con cui non andava d’accordo a causa di un litigio ormai vecchio in cui nessuno dei due voleva chiedere scusa.
Il commissario Montalbano iniziò ad avere sospetti sul fratello di Montenegro, che si chiamava Marco.
Purtroppo le analisi sul cadavere svolte al laboratorio di medicina legale non dettero risposte utili per le indagini. Il signor Montenegro era stato ucciso da un colpo di martello alla nuca ma non furono trovate tracce utili a scoprire l’assassino.

Nei giorni successivi i due poliziotti tornarono a casa del defunto e ispezionarono la posta arrivata al signor Montenegro, con molta fortuna, trovarono una lettera spedita dal fratello Marco; c’era scritto che se il signor Montenegro non pagava la cifra di 100 mila euro lo avrebbe denunciato. Poi dopo altre ricerche,  Mimì trovo una lettera dallo stesso mittente che era stata inviata il giorno prima della morte. C’era scritto che la cifra da pagare era aumentata a 200 mila euro e che doveva essere pagata entro il giorno dopo.
Alla fine delle lettere era indicato l’indirizzo dove il morto avrebbe dovuto consegnare i soldi. Il commissario prese l’auto e raggiunse l’indirizzo che non corrispondeva ad una casa ma ad una fabbrica isolata dalla città e da tutto il resto.
Entrato vide subito che, su un tavolo da lavoro ormai vecchio e inutilizzato da anni era posato un pesante martello macchiato di sangue.
Le analisi scientifiche sul martello rivelarono che il sangue essiccato corrispondeva a quello del signor Montenegro e che, sul manico del martello erano presenti le impronte digitali del fratello Marco.

A questo punto il fratello del signor Montenegro fu ritenuto il principale indiziato dell’omicidio e il commissario ed il suo vice lo andarono ad arrestare.

Marco Montenegro viveva in una povera baracca, in condizioni ben più umili di quelle nelle quali viveva il ricco fratello. Quando lo trovarono era in preda al dolore ed al rimorso per l’uccisione del fratello.
Raccontò a loro una triste storia.
I due fratelli erano figli di un ricco industriale, proprietario della fabbrica abbandonata, che, una volta era molto famosa e produceva grande ricchezza per la loro famiglia.
Quando il padre era morto il signor Montenegro si era impossessato dell’intera eredità, lasciando il fratello Marco nella più assoluta povertà.
Il povero Marco si era rassegnato a questa ingiustizia e aveva rinunciato a rivendicare la sua parte dell’eredità perché era addolorato dal tradimento del fratello maggiore. Finché la piccola figlia di Marco non si era gravemente ammalata. Per le cure della figlia Marco era stato costretto a chiedere aiuto al fratello che, però, anche questa volta si era dimostrato insensibile ed egoista.
Così, la notte dell’assassinio Marco si era recato ancora una volta dal fratello e, in preda alla disperazione, lo aveva ucciso.

Il commissario Montalbano ed il suo vice Mimì, a malincuore arrestarono l’assassino, sperando che il giudice sarebbe stato clemente con lui. 

L'assassino del Duca di Lisbona

RACCONTO GIALLO

L’ASSASSINIO DEL DUCA DI LISBONA    
Il giorno 4 novembre 2013, alle ore 8.00 circa, viene ritrovato il corpo senza vita del Duca Giovanni Nascimiento nella sua camera da letto del suo grande Palazzo di Lisbona.
A ritrovarlo sono stati il suo maggiordomo Abelardo Rodriguèz e la sua cuoca Cloè Lloyd, preoccupati di non averlo visto correre nel suo giardino, come faceva di solito ogni mattina verso le 6,00.
Il Duca era già vestito con la sua tuta e le scarpe da ginnastica ed era riverso sul suo scrittoio, colpito da una pugnalata sulla schiena, mentre era intento a scrivere. L’arma del delitto, però, non c’era.
Aberlardo e Cloè, dopo aver avvertito la moglie del Duca, Francisca Do Registos, che dormiva nella vicina camera da letto, telefonavano a Mr. Brown, un noto investigatore londinese, che aveva risolto già tanti casi.
Mr Brown arrivava subito con il suo aiutante Piper, uno splendido cane bassotto dal fiuto infallibile.
Dopo aver ascoltato il maggiordomo e la cuoca, che dicevano che il Duca non aveva nemici, che in casa non era sparito nulla e che non avevano sentito nessun rumore, l’investigatore interrogava Francisca.
Quest’ultima diceva di aver dormito l’intera notte nella sua camera e Mr. Brown la guardava in modo sospetto, mentre fumava il suo sigaro passeggiando avanti e indietro nella stanza.
All’improvviso, Piper scappava fuori dalla villa per dirigersi verso un campo vicino, dove veniva ritrovata l’arma del delitto, sotterrata a circa un metro di profondità.
Per Mr. Brown il caso era ormai risolto!
Le telecamere che si trovavano nel giardino della villa, avevano inquadrato, verso le 5,30 di quella stessa mattina, la moglie del Duca, che usciva frettolosamente a piedi per far rientro a casa dopo qualche minuto. Il Duca, quando era stato assassinato, stava scrivendo un testamento che escludeva Francisca, ma nessuno aveva sentito rumori, non c’erano segni di scasso sulla porta e dalla casa non era sparito nulla.
Tutti questi indizi portavano ad una sola conclusione: Francisca Do Registos aveva ucciso senza pietà il marito per avere tutto per sé il suo immenso patrimonio.
Ancora una volta Mr. Brown, grazie anche al fiuto del suo aiutante e grande amico Piper, aveva trovato il colpevole!

Nicolò Lanave

Classe 5B, A.S. 2015/16

Racconto giallo - omicidio con rapina


               RACCONTO GIALLO

OMICIDIO CON RAPINA

Nella grande villa del Sig. GREEN in via Giovanni Caracciolo 13.... quella notte.... in quella misteriosa casa.... avvenne qualcosa.

In quella casa, viveva il Sig. Green, un uomo avido e pieno di soldi, con sua figlia di sei anni.

Era notte fonda, quando la figlia dormiva, e il papà contava i suoi soldi, qualcuno entrò nella villa , armato di una pistola calibro 9. Salì le scale , arrivò al secondo piano ed entrò nello studio, vide il Sig. Green, spaventato sparò un colpo al cuore del papà, che cascò a terra morto. La figlia si svegliò e dalla finestra vide un uomo ed una donna. Andò nello studio e vide il papà privo di vita con un buco nel torace.

Il giorno dopo alle ore 9:00 di mattina erano iniziate le indagini, con il detective Rossi e il suo aiutante Mustard. Interrogarono la figlia, che disse che si svegliò per il rumore di un colpo di pistola, e poi interrogarono anche un omone e una signora magra e alta che abitavano là vicino. Il Sig. Rossi cercando degli indizi, trovò una pistola in un tombino, poi ricostruì l' accaduto. Quindi, la complice aprì la porta e il ladro entrò nello studio, si spaventò e uccise il Sig. Green, e scappò via con il malloppo gettando nel tombino la calibro 9. Allora esaminarono le impronte digitali sull' arma da fuoco e scoprirono che l' assassino si chiamava Tony Make, gli fecero confessare il nome della complice: Charlott Lotito.

Il giorno dopo la rintracciarono e furono arresati entrambi.


CARLOTTA-FRANCESCA-FILIPPO-GIUSEPPE- GIANLUCA-DAVIDE  (classe 5B, A.S. 2015/16)

Racconto giallo - delitto imperfetto

Racconto giallo

Delitto imperfetto
Nella Londra dell’’800, si diceva che in una villa abbandonata vivesse un’assassino.               Passava il tempo e la villa era sempre più vecchia, la gente evitava di passarci.       
 Morror Riefler, un ragazzo che frequentava l’università, ignaro del pericolo andò a vivere nella casa. Il primo giorno il ragazzo andò a dormire tranquillamente mentre il maggiordomo attirato dai rumori, andò in cucina a controllare e vide un biglietto con su scritto “Vi ucciderò”. Il maggiordomo Zack Simpson a notte fonda chiamò la polizia. Sfortunatamente la polizia arrivò troppo tardi perché il cadavere era stato trovato nello sgabuzzino, pieno di sangue. La polizia interrogò il maggiordomo ma non ottennero nessun risultato. In quel momento giunse l’investigatore Jack Combel con il suo aiutante Conan Jeff. Non fu rinvenuta nessuna pistola, ma dopo, trovarono delle impronte di sangue che portavano all’arma del delitto: era un pugnale. Poi trovarono una stanza in cui c’erano molti armadi. Jack Combel sapeva che c’era l’assassino. Come supposto trovarono l’assassino e lo arrestarono. Da quel giorno le leggende su quella casa non esistono più.

Lavoro di gruppo di:
Tommaso, Nicolò V. , Laura, Giacomo, Marco ed  Alexandrina.

Classe 5B, A.S. 2015/16

Omicidio impossibile

RACCONTO GIALLO

OMICIDIO IMPOSSIBILE

Venerdì 7 luglio 2015: nella villa di Jhon Tiber c'è stato  un omicidio. Non si sa chi sia stato, nè a che ora sia avvenuto l'assassinio. Gli unici indizi sono: un biglietto con su scritto “Voltati” ritrovato sulla scrivania e una “beretta x-58”. L'unico testimone, il maggiordomo, ha riferito di aver sentito uno sparo, di essere andato a controllare, di aver visto il cadavere e di aver chiamato subito la polizia a cui aveva consegnato le due prove.
Passarono mesi e mesi, il caso fu preso in considerazione dalla polizia nazionale ed internazionale (anche perchè Jhon Tiber era molto ricco) ….finchè un giorno intervenne l'F.B.I. che mandò l'agente Helpek, famoso per le sue capacità investigative. Egli si fece dare le prove dalla polizia e dopo un'attenta analisi scoprì le impronte digitali dell'assassino. Sapeva che erano del figlio Jeff e dove andare a scovarlo; montò sulla sua Ferrari “anti- proiettile” e si recò da lui, che nel frattempo faceva scommesse di calcio seduto tranquillamente alla sala slot. Helpek fece irruzione nella sala e arrestò Jeff Tiber per omicidio. Helpek aveva scoperto il movente: Jeff voleva subito il patrimonio del padre e aveva deciso di ucciderlo. Il caso venne chiuso velocemente e l’assassino fu condannato all'ergastolo.

Nicolò Virgili

Classe 5B, A.S. 2015/16

lunedì 21 marzo 2016

Geogebra: una bellissima scoperta per la classe VA alla scuola secondaria di I grado

La classe 5A ha trascorso una giornata alla scuola secondaria, dove, nell'ambito del progetto "Piccoli Scienziati alla Winckelmann", si è cimentata nel laboratorio di informatica con il software di geometria dinamica Geogebra. I ragazzi hanno realizzato diverse costruzioni geometriche dedicandosi in particolare alla costruzione di un caleidoscopio digitale, creando bellissime  fantasie di colori. Complimenti ancora alla fantastica  5A!!!!

domenica 20 marzo 2016

haiku

Primavera
di Federico Caprilli

classe quinta E




La Primavera
fiorisce e germoglia
sul suo stelo